Prima di me c’era già lui: la fotografia in famiglia tra cronaca, musica e sport a Brindisi
Fotografo a Brindisi
Crescere tra rullini, camera oscura e fotografia
Prima ancora di prendere in mano una macchina fotografica, la fotografia era già la mia casa. Sono cresciuto tra rullini, obiettivi, pellicole e l’odore della camera oscura. Mio padre è fotografo e giornalista, uno di quelli che questo mestiere lo ha vissuto davvero, sul campo, a qualsiasi ora del giorno e della notte.




Gli anni ’80: concerti, palchi e grandi artisti italiani
Negli anni ’80 ha respirato da vicino l’energia di un’epoca irripetibile. Ha fotografato e vissuto concerti e spettacoli con grandi artisti della musica italiana come Riccardo Cocciante, Massimo Ranieri, Renato Zero e Pino Daniele.
Palchi, luci, pubblico, backstage: momenti veri, catturati quando la fotografia era ancora tutta pellicola, intuito e velocità.





Il grande sport: il basket degli anni ’80
Ma non solo musica. Mio padre ha raccontato anche il grande sport. Ha vissuto e fotografato il basket degli anni ’80, quello autentico dei palazzetti pieni e delle partite leggendarie, con protagonisti come Fischetto, Howard e Toni Zeno.
Era un basket fatto di passione, identità e comunità, e lui era lì con la macchina fotografica a raccontarlo.




Il giornalismo e la cronaca: telefono sempre acceso
Poi c’è stato anche il giornalismo vero. Ha lavorato con Il Corriere, vivendo il ritmo intenso della cronaca: mattina, pomeriggio, notte, telefono sempre acceso.
Quando succedeva qualcosa, lui partiva. Senza orari, senza pause.
Gli anni della cronaca e del contrabbando
Erano anche gli anni della cronaca più dura, quelli del contrabbando che segnava le notti del porto di Brindisi. Sirene, inseguimenti, notizie improvvise. La macchina fotografica sempre pronta e la corsa verso il luogo della notizia.
La fotografia diventava testimonianza diretta della realtà, senza filtri.





L’esodo degli albanesi a Brindisi
Tra le immagini più forti che ha vissuto e raccontato c’è anche uno dei momenti più importanti della storia recente di Brindisi: l’esodo degli albanesi.
Migliaia di persone arrivate via mare, una città sconvolta ma anche piena di umanità. Anche lì c’era lui, con la macchina fotografica, a documentare la storia mentre accadeva.






La fotografia come eredità
Io sono cresciuto ascoltando queste storie e guardando quelle fotografie. Senza accorgermene stavo imparando cosa significa davvero questo mestiere: esserci, sempre. Osservare, raccontare, testimoniare.
Oggi porto avanti il mio percorso nella fotografia tra concerti, artisti, eventi e reportage. Il mio stile è il mio, ma le radici sono le stesse.
Perché prima di me c’era lui.
E la fotografia, in questa famiglia, non è solo un lavoro. È una vita intera.
Sono Vincenzo Tasco.
Oggi continuo questo percorso nella fotografia tra concerti, artisti, eventi e reportage.
Se vuoi raccontare una storia attraverso immagini autentiche, puoi contattarmi qui: