La mia doppia vita: studio fotografico e discoteca
La mia mattina nello studio di famiglia
Per quattro anni la mia giornata iniziava sempre molto presto nello studio di mio padre. Appena sveglio, mi immergevo nel mondo della fotografia, pronto ad affrontare le sfide quotidiane. Lo studio non era solo un luogo di lavoro, ma un laboratorio creativo, dove ogni cliente portava con sé una storia unica da raccontare attraverso le immagini. Dai matrimoni ai ritratti in studio, fino ai servizi per eventi aziendali, ogni progetto richiedeva attenzione, precisione e passione.
Lavorare fianco a fianco con mio padre mi ha permesso di apprendere non solo tecniche fotografiche avanzate, ma anche come gestire le relazioni con le persone. Ogni cliente ha esigenze diverse e aspettative specifiche, e imparare a leggere i desideri di ciascuno è stato fondamentale. Poter vedere il sorriso di una coppia mentre rivede le prime foto del loro matrimonio o la soddisfazione di chi riceve un ritratto in studio mi dava energia e motivazione per affrontare il resto della giornata.
Durante questi quattro anni, ho affinato la mia capacità di pianificazione e organizzazione. Ogni giornata era diversa: un matrimonio in mattinata, un ritratto in studio nel pomeriggio, un evento aziendale nel tardo pomeriggio. Ho imparato a gestire più servizi fotografici nello stesso giorno, bilanciando creatività, tecnica e relazione con i clienti.






Il pomeriggio tra scatti e editing
Il pomeriggio era il momento in cui la fotografia richiedeva pazienza e precisione. Dopo aver realizzato i servizi fotografici, entrava in gioco la fase di editing: selezionare le foto migliori, correggere luci e colori, ritoccare dettagli e perfezionare ogni immagine. Questa fase era fondamentale: ogni scatto doveva raccontare la storia nel modo più autentico possibile, e spesso richiedeva ore davanti al computer.
Con quattro anni di esperienza, ho imparato a ottimizzare il mio tempo tra scatti dal vivo e post-produzione. Lavorare su diversi tipi di servizi fotografici – matrimoni, ritratti e eventi aziendali – mi ha reso veloce ma preciso, capace di gestire più progetti contemporaneamente senza sacrificare la qualità del lavoro.
La notte in discoteca
Quando il sole tramontava, iniziava un mondo completamente diverso: le discoteche. Per quattro anni ho vissuto notti interminabili tra musica ad alto volume, luci stroboscopiche e l’energia contagiosa dei clubbers. Ho avuto l’opportunità di lavorare in alcuni dei locali più iconici:
- Praja Gallipoli – un punto di riferimento della nightlife salentina.
- Vega Discoteque – noto per la programmazione di DJ internazionali e serate uniche.
- Riobo Discoteca – storico locale della movida estiva.
Ogni serata era una nuova sfida: catturare momenti spontanei, leggere l’atmosfera e muovermi al ritmo della musica senza perdere lucidità. Queste esperienze notturne mi hanno insegnato a gestire la mia energia e a reagire agli imprevisti, proprio come spiegato nell’articolo di Fototasco su Fotografia dietro le quinte, dove si racconta come organizzare e documentare il lavoro dietro ai servizi fotografici.
Le lezioni apprese
Quattro anni di doppia vita mi hanno insegnato alcune lezioni fondamentali:
- Resilienza: affrontare giornate estenuanti senza perdere motivazione.
- Gestione del tempo: ottimizzare ogni minuto tra studio fotografico, editing e notti in discoteca.
- Passione: seguire due mondi diversi senza sacrificare nessuno dei due.
- Osservazione e adattabilità: leggere persone, situazioni e ambienti in contesti molto diversi.
- Creatività sotto pressione: imparare a produrre lavoro di qualità anche quando il fisico è stanco.
Conclusione
Dopo quattro anni di questa doppia vita, ho deciso di abbandonare. Non è stata una scelta facile, ma ho capito che ogni cosa ha un ciclo: il lavoro nello studio, le notti in discoteca, l’energia costante che serviva per far funzionare tutto. Sentivo che era arrivato il momento di chiudere questo capitolo e aprirne uno nuovo, dove potessi mettere a frutto tutto ciò che avevo imparato senza sacrificare la mia salute e la mia vita quotidiana.
Guardando indietro, quegli anni sono stati una prova intensa, ma anche una scuola di resilienza, disciplina e passione. Ho imparato a gestire il tempo, a lavorare sotto pressione e a osservare le persone in contesti molto diversi. Ogni matrimonio fotografato, ogni ritratto realizzato e ogni notte passata in discoteca mi hanno formato e mi hanno dato consapevolezza: ogni ciclo ha un inizio e una fine, e sapere quando chiuderlo è parte della crescita.
Oggi porto con me tutte queste esperienze, pronto a nuove sfide e a vivere nuove avventure, sapendo che la passione e la determinazione restano sempre il filo conduttore della mia vita.