Sono Vincenzo Tasco, fotografo professionista specializzato in musica e artisti live. Negli anni ho lavorato in molti contesti intensi e dinamici, dai festival ai piccoli club, dove la luce cambia continuamente e ogni momento è unico. Per raccontare al meglio queste esperienze fotografiche ho scelto due macchine eccezionali: la Fujifilm X-H2 e la X-H2S. Entrambe hanno rivoluzionato il mio modo di lavorare, offrendo prestazioni e affidabilità che fanno la differenza sul campo.
Perché scelgo Fujifilm X-H2 e X-H2S per i concerti
La Fujifilm X-H2, con il suo sensore APS-C da 40 megapixel, è una macchina pensata per chi vuole dettagli nitidi e immagini di altissima qualità. Il livello di dettaglio e la resa cromatica sono fondamentali per raccontare le sfumature e l’atmosfera unica di un concerto. Grazie al processore X-Processor 5, anche in condizioni di luce difficili la qualità rimane eccellente, con un’ampia gamma dinamica e colori fedeli.
La Fujifilm X-H2S, invece, monta un sensore da 26 MP ma con un focus sulla velocità estrema e la reattività. Questo modello è la mia arma segreta quando il ritmo sul palco è frenetico e non posso permettermi di perdere neanche uno scatto. La raffica a 40 fps e l’autofocus ancora più performante sono perfetti per seguire ogni movimento dell’artista senza compromessi.
Autofocus e velocità: un mix vincente
In un concerto, il movimento è incessante e imprevedibile. Le due macchine Fujifilm si completano perfettamente: la X-H2 con la sua altissima risoluzione cattura i dettagli più minuti, mentre la X-H2S con la sua velocità mi garantisce scatti nitidi in ogni situazione, anche con soggetti velocissimi o cambi di luce repentini.
L’autofocus avanzato di entrambe le mirrorless, con tracking del volto e degli occhi, è preciso e affidabile anche nei momenti più critici, consentendomi di mantenere il fuoco esattamente dove serve.
Stabilizzazione e qualità in condizioni di luce difficili
Entrambe le macchine sono dotate di stabilizzazione interna su 5 assi, un elemento imprescindibile per chi scatta senza flash e in condizioni di scarsa illuminazione. Questa tecnologia mi permette di usare tempi di esposizione più lunghi senza mosso, mantenendo immagini nitide e pulite.
La possibilità di utilizzare obiettivi Fujinon luminosi si sposa perfettamente con la stabilizzazione e con la gestione del rumore dei sensori, permettendomi di rispettare il mood naturale del live senza sacrificare la qualità.
Corpo macchina e ergonomia per ambienti live
Robustezza, resistenza a polvere e spruzzi, e un’ergonomia studiata per sessioni di scatto lunghe sono caratteristiche condivise da X-H2 e X-H2S. Entrambe offrono un grip comodo e comandi personalizzabili, oltre a un mirino elettronico nitido e un display articolato per lavorare agevolmente in ogni situazione, che sia nel mezzo della folla o nel backstage.
Connettività e workflow rapido
La connettività Wi-Fi e Bluetooth integrata in entrambe le macchine consente un trasferimento immediato delle immagini a smartphone o computer, una funzionalità indispensabile per chi lavora live e deve condividere scatti in tempo reale sui social o con i clienti.
La mia esperienza con Fujifilm
Utilizzare sia la Fujifilm X-H2 che la X-H2S mi ha permesso di affrontare con sicurezza ogni tipo di evento live, bilanciando qualità, velocità e versatilità. Per me, queste due mirrorless rappresentano un connubio perfetto: la X-H2 è ideale per lavori dove la qualità dell’immagine è prioritaria, mentre la X-H2S è la scelta migliore quando la velocità è tutto.
Con queste macchine riesco a raccontare non solo la musica, ma anche le storie, le emozioni e l’intensità di ogni live show, trasformando ogni scatto in un’immagine che parla da sola.
L’effetto pellicola digitale che fa la differenza
Una delle caratteristiche più apprezzate delle fotocamere Fujifilm è la riproduzione fedele dei colori e delle tonalità tipiche delle pellicole analogiche storiche, come Velvia, Provia o Classic Chrome. Nelle mie fotografie di concerti, questo si traduce in immagini con una profondità e una ricchezza cromatica difficilmente replicabili con altre mirrorless digitali.
Questa resa “pellicola” dona ai miei scatti un carattere cinematografico e un’atmosfera calda e vibrante, esaltando le luci del palco, i riflessi sulle superfici, e l’intensità delle espressioni degli artisti. Non si tratta solo di una semplice applicazione di filtri, ma di un’elaborazione del colore studiata nei minimi dettagli da Fujifilm per restituire un’esperienza visiva emozionante e autentica.
La tecnologia delle X-H2 e X-H2S al servizio dell’arte analogica
Il sensore da 40 MP della X-H2 permette di catturare ogni dettaglio con nitidezza straordinaria, mantenendo al contempo il carattere “pellicola” grazie agli algoritmi di elaborazione colore avanzati. La X-H2S, con la sua velocità estrema e autofocus avanzato, non sacrifica questa qualità cromatica, permettendomi di lavorare con rapidità senza perdere l’anima dei colori Fujifilm.
La possibilità di scattare in formato RAW e di applicare in camera i profili pellicola consente una grande flessibilità creativa, sia sul set che in post-produzione, facilitando il mantenimento di uno stile coerente e riconoscibile, perfetto per raccontare le atmosfere live con una cifra stilistica unica.
Un ritorno all’essenza della fotografia
Per me, la fotografia di concerti è molto più di tecnica: è racconto, emozione, arte. La capacità delle X-H2 e X-H2S di fondere tecnologia digitale e anima analogica mi permette di restituire non solo immagini, ma vere e proprie sensazioni visive, come se ogni scatto fosse una “pellicola” impressa nel tempo.
Questa combinazione è ciò che rende il mio lavoro autentico e coinvolgente, capace di trasportare chi guarda dentro l’esperienza stessa del live.









